ricetta crostata di noci azienda agricola agrosi

Crostata alle noci

Tra gli oliveti dell’Azienda Agricola Agrosì ci sono degli imponenti alberi di noce che ogni anno ci regalano i loro frutti.
Ogni anno si rinnova la raccolta delle noci che oltre ad essere gustate a fine pasto ( sia verdi che secche) si prestano per tante ricette dolci e salate.
Tra le tante ricette che ho scovato leggendo tra piccoli ritagli di carta ingiallita, scritti da una delle zie di mio marito Giuseppe, c’è la famosa
CROSTATA ALLE NOCI.

Crostata alle noci
Ingredienti:

  • 100 gr di zucchero
  • 250 gr di farina
  • 2 tuorli d’uovo
  • 100 gr di burro
  • scorza grattuggiata di mezzo limone
  • 4 cucchiai di marmellata di fichi
  • 200 gr di gherigli di noci
  • Un pizzico di sale

Sulla spianatoia mettere a fontana la farina,zucchero e sale, al centro i due tuorli, scorza di limone e burro morbido.
Impastare e formare una palla. Lasciata perfida un’ora in frigo, poi scendete nella taglia e versatevi la marmellata di fichi. Infornate per circa 45minuti a 170°C.

Una volta sfornata lasciate raffreddare e ricoprite con le noci.

Semplice e gustosa al tempo stesso

Olive verdi, olive in salamoia, olive schiacciate

LA STORIA

L’oliva è il frutto, botanicamente definito drupa, dell’Olea Europea, varietà Sativa, albero della famiglia delle Oleacee, diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. La sua origine si perde nella notte dei tempi. Secondo la mitologia sarebbe sta creata da Atena, dea della guerra e della sapienza, per compiacere i Greci e dimostrare loro il suo lato pacifico. Già pianta della Bibbia, era coltivata dalle prime civiltà sull’altopiano iranico.
In Puglia, la sua cultura fu introdotta dai Greci, che, come testimoniano Plinio e Teofrasto, avevano già selezionato almeno dieci cultivar. È così che ogni area della Puglia ha la sua particolare cultivar, perfettamente adattata alle caratterisiche del territorio. Così si passa dalle grosse olive di Andria o di Cerignola alla minuta Cellina di Nardò, anche questa valorizzata in concia come insostituibile igrediente di tanti piatti poveri e pani salentini come le pucce, uliate, scelbasti ecc…

Come abbiamo già detto la Puglia costiutisce la regione olivicola più importante d’Italia, la cui produzione è prettamente a indirizzo oleario. È comunque molto radicata nella sua tradizione anche la produzione di olive in concia in varie tipologie, tra cui: olive verdi in concia, olive in salamoia e olive schiacciate quest’ultime tipiche del basso salento.


PREPARAZIONE

Nella preparazione delle olive verdi in concia si utilizzano le olive a drupa grande, verde o cangiante, rigorosamente delle pregiate cultivar di olive da mensa locali: Sant’Agostino(oliva di Andria), Oliva di Cerignola, come pure l’Ascolana Tenera, ma anche a drupa più piccola, quali la Coratina. Nei tradizionali contenitori di creta smaltata, le famose “Capàse”, le olive le olive vengono conciate con l’impiego di soda e sale. Le olive schiacciate , grazie al metodo di lavorazione “traumatico” sono pronte al consumo in pochi giorni; le olive a drupa grande, ancora verdi, vengono semplicemente schiacciate e deamarizzate con frequenti cambi di acqua e con sale. Nella preparazione delle olive in salamia, impiegano le olive a drupa piccola della cultivar di Cellina di Nardò, che a perfetta maturazione vengono conciate sempre nelle capàse con l’impiego di sale e piante aromatiche, quali mirto, finocchio selvatico, falso pepe, ect…